UTOPIA500

Ciclo di incontri internazionali

La promessa dell’utopia

Cercando una società più giusta …

Sono passati 500 anni dalla prima edizione dell’Utopia di Tommaso Moro, il libro che più di ogni altro ha rappresentato il punto di riferimento più alto dei valori sociali, civili e politici dell’umanità.

Un orizzonte della pace, della giustizia, del diritto, il racconto di una civiltà talmente civile da essere un punto sospeso nel sogno dell’umanità. Una società ideale, senza guerra, senza divisioni, senza differenze di ordine sociale, economico e religioso che torna ogni giorno di più come pungolo per criticare le derive del politico di oggi. Un libro, dunque, di straordinaria attualità.

L’Utopia raccontata da Raffaele Itlodeo, viaggiatore portoghese, a Tommaso Moro, ambasciatore inglese, amico di Erasmo da Rotterdam, nella casa di Pieter Gilles ad Anversa – i tre seduti su un divano d’erba (una specie di oasi nel cuore d’Europa) – è l’isola della vita sociale “quasi” perfetta.

Nella parola, coniata da Moro è presente in origine un gioco di parole con l’omofono inglese eutopia, derivato dal greco εὖ (“buono” o “bene”) e τόπος (“luogo”), che significa quindi “buon luogo”. “Lei è all’orizzonte – ci ha ricordato lo scrittore uruguayano Eduardo Galeano – Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Cammino per dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi più in là. Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai. A cosa serve l’utopia? Serve proprio a questo: a camminare”.

UTOPIA500 Gennaio-Giugno 2016

UTOPIA500 Luglio-Ottobre 2016

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