Ciclo d’incontri “QUALE BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO?”

Il sociologo polacco Zygmunt Bauman. la filosofa ungherese erede di Annah Arendt, Agnes Heller, il teologo Vito Mancuso, il critico letterario Goffredo Fofi, il missionario Alex Zanotelli, la fisarmonicista dell’orchestra femminile di Auschwitz, l’ebrea tedesca Esther Bejarano, l’economista referente del manifesto “Rendiamo illegale la povertà” Riccardo Petrella, la sinta tedesca sopravvissuta agli esperimenti dell’angelo della morte, Josef Mengele, Rita Prigmore, Il poeta e filosofo Marco Guzzi, il grande scrittore tedesco Ingo Schulze, il biblista Alberto Maggi. Sono alcuni degli ospiti che cercheranno di individuare i significati di una bellezza che sia in grado di rivelare i tratti etici della pace, della nonviolenza, della giustizia, della riconciliazione e della bontà, in un tempo di oscuramento sociale e di crollo verticale di quel motore della storia che si chiama “utopia”, ossia il principio-speranza.

L’itinerario si articola da gennaio a giugno attraverso riflessioni e testimonianze che ruotano intorno alla domanda posta dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij nel suo libro “L’idiot”: “Quale bellezza salverà il mondo?”: “È vero, principe, che lei una volta ha detto che la ‘bellezza’ salverà il mondo? State a sentire, signori,” esclamò con voce stentorea, rivolgendosi a tutti, “il principe sostiene che il mondo sarà salvato dalla bellezza! E io sostengo che questi pensieri gioiosi gli vengono in testa perché è innamorato. Signori, il principe è innamorato […] Ma quale bellezza salverà il mondo?…

Il momento più alto del ciclo di incontri sarà il dialogo, che si terrà nell’aula magna della Libera UNiversità fra due grandi pensatori contenporanei, il sociologo polacco Zygmunt Bauman, teorico della modernità liquida e la filosofa ungherese Agnes Heller, una delle pensatrici più importanti del nostro tempo. Sarà un evento storico per Bolzano e per l’Università. Un altro momento che si preannuncia commovente sarà il convegno del 22 febbraio in ricordo di Josef Mayr-Nusser quando verrà a raccontare la sua incredible storia l’ultima sopravvissiuta dell’orchestra femminile di Auschwitz, Esther Bejarano, che in Germania ha ricevuto la grande croce al merito della Bundesrepublik e sulla sua vicenda è uscito qiuest’anno il film “Mut zum Leben”. La Bejarano, a 89 anni, continua a testimoniare i valori dell’antifascismo e dell’antinazismo e canta ancora nel gruppo rap Microphone Mafia.

Ma altri saranno gli ospiti significativi e i temi di riflessione, da quello sulla legalità con il noto teologo Vito Mancuso che dialogherà con Guido Rispoli. Verrò poi lo scrittore tedesco Ingo Schulze, eredet di Günther Grass a parlare della scrittura nel tempo del disincanto (Quando gli angeli persero le ali”). E ancora il tema del lavoro con l’economista Riccardo Petrella, referente del progetto “Rendiamo illegale la povertà”, il tema dell’etica nel giornalismo con un ricordo del reporter polacco Ryszard Kapuscinski affidato al critico letterario Goffredo Fofi. E ancora una riflessione sulla possibilità della poesia oggi, riecheggiando il tema affontato da Eugenio Montale a Stoccolma nel ricevere il premio Nobel: “E’ ancora possibile la poesia?” E la bellezza nei vangeli, nell’arte, nel dialogo interculturale e interreligioso. Insomma, il mosaico della pace.

Il ciclo di incontri è organizzato da Centro per la pace in collaborazone con la Libera Università di Bolzano. Altre associazioni collaborano su singoli eventi.

Agnes Heller Hester BejaranoRiccardo Petrella

Alex Zanotelli Rita Prigmore Vito Mancuso

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